Il Taijiquan e la salute psicofisica
La pratica tradizionale del Wushu è antica quanto la cultura cinese stessa. Da secoli i cinesi hanno raggiunto una profonda comprensione del rapporto tra mente e corpo e il Wushu costituisce una delle scoperte più affascinanti, una pratica adatta per tutta la famiglia. La disciplina è concepita sottilmente in modo da coinvolgere in pari misura il corpo e la mente ed al contempo esprime la sacralità di un rito antichissimo.
Questo nuovo millennio porta con sé accanto a Internet un invecchiamento progressivo della popolazione: già oggi si comincia a parlare di “quarta età”.Ed ecco che ci viene in aiuto il passato: l’importanza del taijiquan (TJQ) nel campo della salute fu ben chiara già ai Maestri diversi secoli fa…
Il Taijiquan è indicato per ogni persona e per qualunque fascia di età poiché è adattabile alle possibilità ed esigenze di ogni singolo individuo: può interessare giovani meno giovani, dal momento che non sono richieste doti fisiche peculiari. In alcuni paesi occidentali, oltre che ovviamente in Oriente, esistono dei centri in cui il TJQ viene utilizzato a scopi terapeutici per la cura di molte patologie etichettate come “funzionali o psicosomatiche”. Il TJQ rappresenta infatti una valida alternativa alle “ginnastiche dolci” che, pur nel rispetto del corpo anziano, limitano il loro approccio all’aspetto prettamente fisico.
Con la recente attenzione ad ogni sorta di pratica terapeutica psicocorporea, l’interesse verso gli effetti della pratica del TJQ sulla salute è andato accrescendosi, ed ecco che sono divenute numerose ed ampie le ricerche e le casistiche che evidenziano i benefici di questa disciplina per i vari ambiti fisiologici.
Praticamente ogni funzione organica trae beneficio dalla pratica del TJQ, in primo luogo i sistemi principali del corpo: dal sistema nervoso centrale e periferico al sistema cardiocircolatorio, al sistema digestivo, al sistema respiratorio e non ultimo all’apparato muscolo scheletrico.
La regolare pratica del TJQ comporta un incremento dell’apporto di sangue alle arterie coronarie, contrazioni cardiache più vigorose e miglioramento dei processi emodinamici. Inoltre i TJQ può accrescere la funzione regolatrice del sistema nervoso centrale, migliorare il coordinamento dei vari organi del corpo umano, tonificare la nervatura del cranio, che connessa al midollo raggiunge collo, torace e addome, assicurare un adeguato apporto di sangue e ossigeno ai tessuti dei vari organi e facilitare il metabolismo. Tutto ciò contribuisce a un più basso tasso di incidenza di ipertensione e arteriosclerosi.
La regolare pratica del TJQ incrementa l’elasticità dei tessuti polmonari, la portata respiratoria del torace (che consente di ritardare l’ossificazione delle cartilagini delle costole) e la capacità ventilatoria dei polmoni, facilita lo scambio di ossigeno e anidride carbonica. Nei casi in cui la respirazione è già limitata dall’ossificazione cartilaginea, la respirazione addominale aiuta la ventilazione dei polmoni e, attraverso il ritmico cambio di pressione addominale, velocizza il flusso sanguigno e il ricambio di gas negli alveoli polmonari.
Il TJQ ha quindi la sua rilevanza in campo preventivo e medico sia come etodo per combattere lo stress e le tensioni, sia per tenere imbrigliato in modo semplice e naturale quell’invisibile ma infestante malessere che è l’ansia.
Vediamo di analizzare in che modo il TJQ interviene in questo processo di prevenzione: agendo sia sul respiro sia sul movimento realizza il suo effetto terapeutico spiegato con il modello energetico.
Alla base del movimento dell’energia vi è una condizione di partenza fondamentale che vede l’utilizzo contemporaneo di questi tre fattori :
Intenzione cosciente – YI NIAN
Dell’alto grado di concentrazione beneficia il sistema nervoso centrale. Allenando la mente ed il corpo allo stesso tempo, il TJQ stimola la corteccia cerebrale, causando eccitazione in certe regioni ed inibizioni protettive in altre. Ciò permette al cervello di riposare, alleggerisce la corteccia da eccitazioni patologiche, ed aiuta nella cura di alcuni disturbi nervosi e mentali.
Regolazione della respirazione – HUXI
Con la respirazione addominale il movimento ritmico del diaframma esplica una ginnastica a carico degli organi sottodiaframmatici e dei vasi sanguigni, facilitando il flusso del sangue e della linfa e lo svuotamento dell’intestino attraverso una accentuazione della peristalsi. Nel contempo gli organi del torace si liberano dalla compressione e dalla tensione proprie del respiro pettorale, mentre il respiro diaframmatico permette una maggior distensione sia degli organi viscerali che dell’apparato scheletrico.
Regolazione del corpo - XING TI
Il rilassamento del corpo sollecitato mediante la pratica porta gradualmente allo scioglimento delle tensioni muscolari e articolari, soprattutto del cingolo scapolare.
Se socchiudiamo gli occhi, rilassiamo il viso, teniamo i piedi ben radicati a terra con le ginocchia sbloccate e sentiamo la sommità del capo (punto bay hui) attratta dal cielo come sorretta da un filo, la nostra zona cervicale sarà sciolta, il mento rientrerà spontaneamente, le nostre spalle scivoleranno verso il basso seguite da braccia, spalle, gomiti e mani, il nostro bacino si allineerà e la zona lombare sarà libera.
Poggeremo dolcemente la lingua sul palato collegando il canale posteriore “Du Mai” col canale anteriore “Ren Mai”e lasceremo scendere la nostra respirazione nell’addome. Porteremo la nostra concentrazione sul punto centrale dei palmi delle mani (punto Lao gong) e sul respiro nel dan tien: saremo allora nella condizione di iniziare a praticare.
Il rilassamento, la concentrazione e la lentezza del movimento riusciranno a portare ad una vera mobilitazione delle articolazioni interessate, in quanto agiranno nel completo rilassamento muscolare; in seguito la frequenza della pratica porterà ad una sempre maggiore concentrazione.
Il corpo diviene un tutt’uno e viene sempre coinvolto globalmente da ogni movimento.
E’ sorprendente come attraverso la pratica del TJQ si affinino molte percezioni corporee, non ultima la funzione visiva. In ogni movimento lo sguardo svolge un ruolo determinante. Seguendo con lo sguardo la mano yang vengono utilizzati tutti i muscoli oculari; prestando attenzione anche alle percezioni dello sfondo viene allenata la funzione di “messa a fuoco” dell’occhio.
Il passo del TJQ induce un massaggio in tutta la pianta del piede e favorisce il ritorno venoso, che favorisce la circolazione grazie alla funzione di “pompa” garantita dalla contrazione muscolare.
Per rendersi conto dell’effetto terapeutico del TJQ è importante percorrere l’esperienza personale e riflettere per prima cosa sul proprio cambiamento; solo questo processo ci darà la misura dell’efficacia reale ottenuta su di noi.
La forma del Taiji, circolare o a spirale, si ripropone in tutta la pratica del Taijiquan: ogni movimento è un alternarsi di Yin e di Yang e diviene un cerchio che si forma ora con le mani, ora coi piedi, col bacino e con ogni parte del corpo. L’importante è che l’immagine mentale che ispira il movimento sia circolare. Ed ecco che questa immagine è presente dalla prima all’ultima figura perché all’idea di cerchio è legata quella di continuità dei movimenti. Non c’è rottura né arresto tra un movimento e l’altro, ma un fluido srotolarsi di un filo di seta da un bozzolo. Continuità del pensiero prima e nell’esecuzione dei movimenti poi.
Anche la linea sinuosa che divide il cerchio si trova con continuità nella pratica del Taijiquan.
La teoria dello Yin e dello Yang, l’unità degli opposti che permette l’equilibrio del divenire, prima di essere il fondamento di tutti gli assunti della scienza medica cinese è stata, senza dubbio, la chiave di interpretazione dell’universo stesso, della natura e delle sue leggi: un ordinato scorrere al quale contribuiscono tutti i fenomeni.
E allora tra il cielo e la terra c’è l’uomo, un microcosmo alla ricerca di una unione con la realtà che lo circonda attraverso un continuo movimento.Ogni vita è movimento

“Ogni sensazione e ogni percezione dipendono dal movimento” (Dott. Alexander Lowen)
Ecco che se il primo incontro può accadere casualmente, continuare poi nella pratica, in modo disciplinato e partecipe, dipende il più delle volte dall’instaurarsi di questa sorta di armonica sintonia tra pratica e praticante.
E l’esercizio diviene allora davvero uno dei momenti più intimi e segreti e cari della propria giornata.L’addestramento all’aspetto meditativo è il momento in cui il lavoro viene maggiormente interiorizzato. E’ questa la fase di QI GONG.
Alcuni risultati dell’analisi di laboratorio su queste pratiche hanno evidenziato che durante lo stato di quiete si verifica un aumento del ritmo alfa e lo spostamento della frequenza del picco dall’area occipitale a quella frontale.
L’applicazione terapeutica in strutture pubbliche di questa antica disciplina fu iniziata già dal 1955. Il grande successo ottenuto su patologie come ulcera, tubercolosi, epatite virale e altre affezioni croniche e acute, portò a rapida moltiplicazione dei centri di terapia Qigong in diverse parti della Cina e fu illustrata in un convegno indetto dal Ministero della Sanità di Shanghai nel 1960. In seguito la ricerca assunse carattere interdisciplinare e si estese oltre l’ambito medico. La maggioranza degli esperimenti si tennero negli Istituti di Medicina Nucleare, di Fisica delle Alte Energie e di Fisica Nucleare delle Università di Pechino e Shanghai.
Alcuni ricercatori presero in considerazione i soli effetti terapeutici del Qigong attribuendoli principalmente allo stato di rilassamento. Grazie al ridursi dell’attività del sistema nervoso simpatico, si influisce positivamente su determinati fattori fisiologici; ad esempio, il rilassamento muscolare comporta un minore consumo di ossigeno a livello dei tessuti, diminuisce la concentrazione di acido lattico e sale lattato, diminuisce la frequenza cardiaca e quella respiratoria, abbassa la pressione, cura le malattie croniche quali ipertensione, reumatismi, depressione.
Ebbene il Taijiquan quando è praticato correttamente è in sé una serie completa di Qi Gong, benché miri principalmente a promuovere la salute e non a curare le malattie.
Lo sviluppo della forza interna alimenta il potere della mente e il flusso di energia. Certo bisogna ricordare che la filosofia del Taijiquan non è nata con “signori della guerra”, ma con i maestri Taoisti che si proponevano di prolungare la vita e raggiungere l’immortalità.
I benefici terapeutici del Qi Gong sono molteplici. Il consumo di ossigeno diminuisce, e si riducono gli atti respiratori ed il metabolismo. Grazie al basso consumo energetico si permette all’organismo di ripristinare o migliorare le condizioni generali di salute.
Si riducono le turbe emozionali e migliora lo stato fisiologico e biochimico dell’organismo e la riduzione di ipereccitabilità della corteccia cerebrale contribuisce al buon riposo ed al recupero funzionale dell’organismo. La sua pratica costante rinvigorisce l’individuo debole, e rende più vitale l’individuo sano. Si consiglia nelle cardiopatie, nell’ipertensione e nell’ipotensione.
Abbiamo già precisato che il Taijiquan quando è praticato correttamente è in sé una serie completa di esercizi di Qi Gong e promuove la salute.
Gli effetti che si ottengono col Taijiquan sono però ancor più completi, perché uniscono il movimento all’aspetto meditativo.
Durante la pratica del Taijiquan, integrando l’Intenzione cosciente – YI NIAN, la Regolazione della respirazione – HUXI, e la Regolazione del corpo XING TI veicoliamo l’energia nel corpo lungo la rete di canali - Jing Luo e col movimento alternato Yin e Yang aiutiamo l’apertura dei canali. Permettendo una miglior circolazione dell’energia, otteniamo, a seconda delle figure, la piccola e grande rivoluzione celeste. Promuovere un armonioso flusso di energia ed ottenere un elevato stato mentale per combattere con efficacia e far funzionare adeguatamente i sistemi corporei, sono caratteristiche fondamentali del Taijiquan.
La pratica quotidiana stimola l’azione degli osteoblasti e quindi un aumento della massa ossea o comunque ne impedisce la riduzione patologica e quindi diminuisce o rallenta l’osteoporosi nell’anziano o nella donna in post menopausa; se poi questi esercizi vengono svolti all’aria aperta, l’effetto positivo verrà ulteriormente rafforzato dalla produzione di vitamina D. Verrà inoltre favorito anche il benessere psichico in quando tali pratiche abbassano il livello di ansia e diminuiscono le contrazioni muscolari dovute a stress.
Gli organi della cavità addominale sono soggetti ad un ritmico massaggio prodotto dalla respirazione profonda. Intestino, fegato e milza vengono massaggiati stimolando la peristalsi e la riduzione del ristagno di sangue nei visceri, migliorando le funzioni digestive e di assorbimento.
In conclusione si può affermare che il Taijiquan, da un punto di vista medico, è un ottimo metodo per prevenire le malattie conservando e potenziando la propria salute ed anche uno strumento di cura.

